Metalli non ferrosi

Recupero e ritiro di metalli non ferrosi per aziende

Alluminio, rame, ottone, inox e leghe speciali vengono riconosciuti, separati e valutati secondo la loro composizione

Nel recupero dei metalli non ferrosi, mettere ogni materiale nella categoria corretta può incidere più della quantità disponibile. Metalfer acquista e ritira alluminio, rame, ottone, acciaio inox, cavi elettrici e leghe speciali provenienti da imprese, officine, cantieri e stabilimenti. Il servizio è riservato alle attività con Partita IVA e copre Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto ed Emilia-Romagna. I collegamenti interni di questa pagina permettono di riconoscere le principali tipologie trattate e capire quali informazioni inviare per una prima valutazione. L’acciaio inox, pur essendo tecnicamente una lega ferrosa, viene presentato qui perché nel commercio e nel recupero richiede una selezione distinta dal comune ferro al carbonio.

Descrivi il materiale, indica la quantità e allega alcune fotografie: Metalfer verificherà la possibilità di ritiro o conferimento.

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Alluminio

L'alluminio misto, chiamato anche mistone, riunisce scarti industriali non appartenenti a una sola categoria: carter, ritagli, fusioni, piccoli profili e lastre possono trovarsi nello stesso lotto. Per valutarlo bisogna verificare quanta parte sia effettivamente in alluminio e quali elementi siano presenti, come ferro, plastica, gomma o guarnizioni. Separare in partenza profili, lastre, cerchioni e carter permette una classificazione più precisa rispetto a un unico cumulo. L'EER 17 04 02 può ricorrere per l'alluminio proveniente da costruzione e demolizione, ma il codice corretto dipende sempre dal processo che ha generato il rifiuto.

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Rame

Il ritiro del rame può riguardare tubi da impianti, barre, lastre, lattoneria, sfridi e componenti elettrici privi di rivestimento. Il rame nudo non viene valutato come quello stagnato, verniciato o ancora unito a ottone, ferro, saldature e materiali isolanti. Anche ossidazione, residui e provenienza del lotto devono essere dichiarati prima del ritiro. Per rame, bronzo e ottone da costruzione e demolizione può essere pertinente l'EER 17 04 01; altri scarti seguono voci legate alla lavorazione d'origine. Fotografie ravvicinate e una vista complessiva aiutano a distinguere forma, omogeneità e quantità.

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Ottone

I rottami di ottone arrivano spesso da tornerie, rubinetterie, lavorazioni meccaniche, impianti idraulici e reparti di stampaggio. Possono presentarsi come raccordi, valvole, barre, pezzi massicci, ritagli oppure trucioli. Queste forme non sono intercambiabili: i trucioli possono trattenere emulsioni, mentre rubinetti e valvole possono includere parti in ferro, plastica o altri metalli. Prima della valutazione dell'ottone, Metalfer controlla la tipologia del lotto e il grado di separazione. L'EER 12 01 03 è un possibile riferimento per limatura e trucioli non ferrosi, ma va verificato in relazione alla lavorazione dichiarata.

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Acciaio (inox 304 - inox 316)

L'acciaio inox contiene ferro, quindi non è tecnicamente un metallo non ferroso; viene tuttavia gestito separatamente dal ferro comune per composizione e valore. L'inox 304 è frequente in carpenteria, attrezzature e impianti alimentari, mentre l'inox 316 contiene molibdeno ed è impiegato dove serve maggiore resistenza alla corrosione, per esempio in ambienti chimici o marini. Rottami inox 304 e inox 316 non dovrebbero essere mescolati: l'aspetto può essere simile, ma la lega è diversa. Se il materiale non è identificabile tramite marcature o documenti, la categoria deve essere verificata prima di formulare una valutazione definitiva.

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Alto legati

Con alto-legati si indicano acciai e leghe con percentuali rilevanti di elementi come nichel, cromo, cobalto, molibdeno o titanio. Possono provenire da utensili, componenti per alte temperature, industria chimica, stampi o parti soggette a forte usura. Widia, Inconel e Monel, per esempio, non appartengono alla stessa famiglia e non possono essere raccolti sotto un nome generico senza ulteriori controlli. Per il ritiro di leghe speciali sono particolarmente utili sigle, certificati del materiale, fotografie delle marcature e indicazioni sulla lavorazione. Un lotto separato per lega evita che elementi di valore diverso vengano pesati come materiale indistinto.

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Cavi elettrici 

I cavi elettrici possono contenere conduttori in rame o alluminio rivestiti da PVC, gomma o altri isolanti. La loro valutazione dipende dal metallo conduttore, dalla sezione, dalla percentuale di rivestimento e dalla presenza di connettori, spine o armature. Cavi provenienti da demolizioni e impianti devono essere mantenuti separati da quelli con caratteristiche o provenienze differenti. Per i cavi da costruzione e demolizione diversi da quelli contenenti sostanze pericolose può ricorrere l'EER 17 04 11. Prima del ritiro viene comunque controllata la corrispondenza tra origine, descrizione e codice attribuito dal produttore.

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Finestrame

Per finestrame si intendono serramenti, porte, finestre e telai in alluminio rimossi durante sostituzioni o lavori di ristrutturazione. Un infisso completo può contenere vetro, ferramenta, viti, guarnizioni, plastiche e barrette isolanti del taglio termico; non equivale quindi a un profilo di alluminio già pulito. Nel recupero dei serramenti, la separazione eseguita prima del conferimento influisce sul peso netto del metallo e sulle operazioni successive. Occorre inoltre distinguere l'alluminio dal PVC e da altri materiali che possono apparire nello stesso cantiere. Quantità, stato degli infissi e presenza del vetro vanno comunicati prima di pianificare il carico.

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Lastre (verniciata – grezza – offset)

Le lastre di alluminio vengono distinte in base al trattamento e all'impiego. Le lastre grezze sono prive di verniciature; quelle verniciate o laccate presentano un rivestimento superficiale; le lastre offset provengono dall'industria grafica e possono conservare tracce degli inchiostri di stampa. Mescolare queste tipologie rende meno precisa la lettura del lotto, soprattutto quando sono presenti pellicole protettive, carta, adesivi o altri supporti. Per richiedere il recupero delle lastre offset o degli sfridi di lamiera è utile indicare settore di provenienza, formato, spessore, quantità e modalità di deposito. Le lastre piegate o pallettizzate richiedono inoltre sistemi di carico differenti.

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Carter

I carter in alluminio possono provenire da motori, scatole del cambio, pompe e protezioni di macchinari industriali. Prima del ritiro devono essere svuotati da oli e liquidi e, quando possibile, separati da alberi, viti, cuscinetti e inserti ferrosi. Un carter completo di componenti non viene infatti considerato come una fusione di alluminio pulita. La provenienza è determinante anche per la classificazione: l'EER 16 01 18 può riguardare metalli non ferrosi derivanti da veicoli fuori uso, mentre i carter prodotti da altre attività possono richiedere riferimenti differenti. Foto dell'interno e dell'esterno aiutano a verificare le condizioni del materiale.

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Cerchioni

Il recupero dei cerchioni riguarda cerchi in lega provenienti da automobili, veicoli commerciali e altri mezzi. Per essere valutati come rottami di alluminio devono essere privi di pneumatici e, preferibilmente, di valvole, coprimozzi, pesi di equilibratura e componenti estranei. Non tutti i cerchioni sono in alluminio: quelli in acciaio devono essere separati e avviati alla categoria ferrosa. Nel caso di materiali derivanti da veicoli fuori uso, origine e documentazione richiedono un controllo specifico. Numero dei pezzi, peso indicativo e fotografie permettono di organizzare il ritiro dei cerchi in lega senza confonderli con ruote complete.

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Profili (verniciato – grezzo)

I profili in alluminio comprendono estrusi provenienti da taglio industriale, assemblaggi, serramenti e strutture leggere. I profili grezzi, senza trattamenti superficiali né accessori, vengono distinti da quelli verniciati; entrambi devono essere controllati per individuare viti, squadrette, guarnizioni, plastiche o elementi in ferro. Anche il taglio termico cambia la composizione del pezzo e non va ignorato. Per lotti lunghi è necessario comunicare le misure, così da scegliere il cassone e verificare se occorre ridurre gli ingombri. Tenere separati profili verniciati e profili grezzi permette di descrivere il materiale con maggiore precisione già nella richiesta iniziale.

Come avvengono verifica, pesatura e recupero

Per richiedere il ritiro di metalli non ferrosi, l’azienda deve indicare ragione sociale e Partita IVA, sede del materiale, origine dello scarto, quantità stimata e codice EER, se già attribuito. Le fotografie devono mostrare il lotto nel suo insieme e i particolari utili a riconoscere rivestimenti, contaminazioni, marcature o componenti estranei. Nel caso di profili lunghi, lastre pallettizzate o macchinari smontati servono anche informazioni sull’accesso e sullo spazio disponibile per il carico.

Metalfer verifica la compatibilità del rifiuto con le proprie autorizzazioni e definisce se organizzare il ritiro presso l’impresa oppure il conferimento, previamente concordato, al centro di Motteggiana. Qui il materiale viene controllato e pesato mediante la pesa a ponte interrata. La valutazione economica considera peso effettivo, famiglia metallica, omogeneità, rivestimenti, parti estranee e quotazioni di mercato. Una stima effettuata da fotografie resta quindi preliminare fino alla verifica del lotto.

Separare rame, ottone, alluminio, inox e leghe speciali non è un dettaglio di magazzino: evita che materiali con composizioni differenti vengano trattati come un’unica massa. Lo stesso principio vale per le sottocategorie dell’alluminio, dai carter alle lastre, dai cerchioni ai profili.

Invia l’elenco dei metalli disponibili e le fotografie dei diversi lotti: riceverai le indicazioni necessarie per prepararli al ritiro o al conferimento.

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